L’importanza delle aree interne siciliane

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Le aree interne della nostra regione sono delle vaste aree di grande rispetto sia in ordine alle coltivazioni e agli allevamenti, ma anche avuto riguardo alla tutela del territorio e del paesaggio agrario.

Non sempre, però, queste aree sono ben collegate dal resto dell’isola, ed anzi spesso i collegamenti risultano difficili anche a causa di frane e smottamenti.

Basterebbe poco per far rivivere come ad un tempo queste aree, ma ci vuole innanzitutto la volontà politica di farlo, poi le risorse economiche…ed il resto viene da solo…

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Le pecore “rasa-erba”

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Nei giorni scorsi abbiamo letto la notizia che a Roma vorrebbero far pascolare le pecore nelle zone comunali al fine di eliminare le erbe spontanee.

Il comune, quindi, ammettendo la propria inerzia ed impotenza, lascerebbe in mano alle pecore la ‘rasatura’ di quelle aree.

Premesso che la soluzione proposta mi sembra azzardata, vorrei far riflettere sulle eventuali criticità scaturenti da un calpestio dei terreni indiscriminato, ma anche dall’accumulo di deiezioni, oltre al pericoloso probabile ingresso in queste zone di alcuni parassiti, quali zecche ecc.

Ovviamente, poi, il comune nelle proprie aree può decidere di effettuare la scerbatura come meglio crede, ma si sappia pure che lo spostamento fra due aree non contigue comporterà anche pesanti rallentamenti nel traffico veicolare.

Siccità 2018: arriva qualche soluzione

acquaPer ovviare, in parte alla carenza idrica alla piana di Catania verrà effettuato un travaso di circa 10 milioni di metri cubi di acqua fra la diga Nicoletti e quella Ogliastro.

Questa soluzione, che dovrebbe avvenire in questi giorni, dovrebbe far sì che le acque contenute nella diga Nicoletti, utilizzate pochissimo, vengano rese disponibili per l’irrigazione già dal mese di giugno.

Le acque del Biviere di Lentini, disponibili in quantità, verranno immesse in circolazione attraverso il pompaggio sulla rete consortile, grazie anche all’ultimo lavoro di interconnessione ultimato l’anno scorso.

Sulla riorganizzazione di Agea

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Sulla testata online Agricolae.eu è apparso lo schema del Decreto per la riorganizzazione di Agea, che si spera possa far risolvere non solo le inefficienze generali, ma anche l’estrema lentezza dei sistemi informatici, ma anche l’assoluta incomunicabilità di un ente che è “a senso unico”, cioè non risponde mai a  nessuno!

Cliccando qui potete leggere il testo del Decreto.

Fagiolini egiziani

IMG_20180520_081857Ecco un altro esempio di prodotto ortofrutticolo che può essere scambiato per prodotto italiano, ed invece proviene da altri paesi: fagiolini egiziani.
Il confezionatore, badate bene “confezionatore”, è italiano, ed in etichetta mette in bella mostra la zona in cui ha il magazzino di lavorazione: “ITALIA”.
Poi, però, in un’altra parte della confezione, e con carattere più piccolo, viene indicata la zona di produzione, ed in modo corretto, ma ormai il consumatore ha letto ITALIA, ed acquista tranquillamente (ammesso che legga il contenuto delle etichette).
Resta il fatto che vorrei capire come, e soprattutto, quanti fagiolini egiziani vengono importati nel nostro paese, ed in base a quali accordi commerciali …
Ed in ultimo: ma mancano fagiolini in Italia … tanto da doverli importare???

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Prezzi del carburante in forte salita

imagesOltre alla speculazione dei petrolieri, ci sono alcune motivazioni che spingono il prezzo del petrolio in alto, e conseguentemente il prezzo dei carburanti in salita continua.
Da un lato le sanzioni all’Iran, e dall’altro il crollo delle produzioni petrolifere del Venezuela, fanno sì che si sia innescato un rialzo continuo ed incontrollato dei prezzi, tanto da far arrivare il petrolio a quota 80 dollari al barile, nè la tendenza sembra si possa arrestare, con la possibilità che prima dell’estate il petrolio possa toccare i 100 dollari al barile, con tutto ciò che ne consegue.
Nel frattempo … i prezzi alla pompa continuano a salire, di giorno in giorno …