lo spettacolo dell’acn 2°

Continua la carrellata sulle “sciocchezze” (per essere educati) scritte nel “TESTO COORDINATO” dell’ACN (Abominevole Carta dei Nitrati).
Oggi vi “diletto” con la tabella n. 2 (pag. 14) ”
Livelli massimi di apporti nutritivi ammessi per le colture più rappresentative “.
Cosa riporta la tabella? I livelli massimi di apporti nutritivi ammessi per le colture.
Facciamo un bell’esempio, e forse si comprenderà che forse anche questa tabella è stata elaborata e scritta da un “non tecnico”.
E l’esempio lo faccio con gli agrumi, guarda caso!
La tabella riporta che agli agrumi possono essere somministrati annualmente non più di 180 unità di azoto. Facendo gli opportuni conteggi (180 unità/400 piante/Ha) scaturisce che possiamo somministrare fino a 0,45 unità/pianta di azoto.
Nel medesimo agrumeto, inoltre, una concimazione media di un ternario base, quale l’11/22/16 o il 20/10/10 contenenti rispettivamente appunto 11 o 20 unità di azoto, viene effettuata distribuendo o 1,50-2,00 Kg/pianta di 11/22/16 o 1,00-1,50 Kg/pianta di 20/10/10, tenendo conto delle dimensioni delle piante, della quantità di fruttificazione presente, ma soprattutto delle analisi fogliari.
Ebbene dai conteggi scaturiscono dati assai interessanti.
  • 1,50 kg/pianta di 11/22/16 equivalgono a 66 unità di azoto/Ha;
  • 2,00 kg/pianta di 11/22/16 equivalgono a 88 unità di azoto/Ha;
  • 1,00 kg/pianta di 20/10/10 equivalgono a 80 unità di azoto/Ha;
  • 1,50 kg/pianta di 20/10/10 equivalgono a 120 unità di azoto/Ha.

Come si vede dagli esempi non si raggiunge mail il massimo descritto nella mirabolante tabella di 180 unità/Ha.
Ma ciò che stupisce ancor di più è il fatto che per arrivare a quella unità di 180 Kg/Ha bisognerebbe distribuire la bellezza di 4,10 Kg/pianta di 11/22/16 oppure la bellezza di 2,25 Kg/pianta di 20/10/10.
Sappia chi ha scritto questa ridicola tabella che mai in agrumicoltura vengono utilizzati questi quantitativi, non solo per l’elevato costo unitario, ma perchè non servono affatto. Anzi … questi quantitativi, anche se indicati come massimi, fanno produrre arance pessime!

In conclusione … l’ACN è stata scritta male, malissimo, e non solo fornisce indicazioni errate e conducenti ad una coltivazione errata, ma secondo le indicazioni fornite si produrrebbe peggio spendendo molto di più … facendo tutto il contrario di quanto si voleva: preservare i terreni e le falde dagli accumuli dei nitrati!

Quindi? Di queste indicazioni errate noi non ne avevamo di bisogno!
Facciamo già tecnicamente meglio, facendo spendere anche meno!

p.s. per i “non tecnici agricoli“: le tre cifre indicate dei concimi ternari indicano rispettivamente N(azoto)/P(fosforo)/K(potassio).

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8 pensieri su “lo spettacolo dell’acn 2°

  1. ACN parte 2Vista l’inefficienza dei nostri dirigenti e funzionari regionali, sarebbe bastato avere l’umiltà, non dico l’intelligenza, di copiare ciò che era stato già fatto dalle altre regioni, e magari, dato che come gli addetti ai lavori sanno, i territori cambiano da regione a regione, da provincia a provincia, avvalersi quantomeno delle professionalità di geologi e di agronomi, anche di periti agrari , per il calcolo dei concimi in base alle colture praticare.Ma come sappiamo tutto ciò è quasi impossibile che accada nella nostra amministrazione. Ancor oggi ci troviamo a dover spiegare ad Architetti ed Ingegneri, che il “Verde” non è affatto competenza LORO.Gli Architetti, sono bravissimi nel disegnare i giardini, ma se poi ci sono delle incompatibilità degli essudati radicali, beh, quelli non sono affatto affari Loro, caso mai di paga i Loro conti!Però infondo è anche colpa Nostra, di Noi Agronomi.Noi Agronomi quasi stentiamo a ricordarci di essere dei Professionisti.E spesso quando occorre fare sentire la Nostra voce contro queste incompetenze tecniche e burocratiche cerchiamo di nasconderci o quel che peggio critichiamo chi lo fa anche per NOI!

  2. Il problema è che questi incarichi sotto la voce di ” consulenze ” ,vengono dati solamente agli architetti,amici dell’architetto e pagate profumatamente!

  3. Gli Architetti sono così preparati che leggono le caratteristiche dei POP-UP statici e fanno la somma raggio + raggio uguale messa in opera.A questo punto ci vuole solo un Santo al fine di irrigare il prato.Tanto non è compito degli agronomi progettare l’impianto irriguo.A volte mi viene il dubbio, ma noi Agronomi esistiamo?

  4. Caro Corrado, se pensiamo che la Carta dei Nitrati serve all’ambiente, è come pensare che gli ospedali si costruiscono per i malati, le scuole per i bambini, la burocrazia serve ai cittadini, i politici sono strapagati per risolverci i problemi, le autostrade si costruiscono per gli automobilisti, le Università non servono ai figli dei professori, la stragrande maggioranza delle forze dell’ordine lavora dalle 8 alle 14 perchè è l’orario in cui abbiamo più bisogno di loro, ecc., ecc. Poi ci accorgiamo che “probabilmente” le analisi per verificare quali aree sono da considerare “vulnerabili da nitrati” non sono state mai materialmente eseguite, anche se qualche laboratorio e qualche consulente si sono fatti i bagni nell’oro, e poi scopriamo che alcuni terreni, che guarda caso al passaggio dell’aereo (aerofotogrammetria) erano incolti, adiacenti comunque a terreni coltivati ad agrumeto, come per incanto non sono soggetti a vincoli, nonostante distano pochi cm da quelli soggetti. Per contro, anche se dopo qualche mese sono stati impiantati ad agrumeto, oggi rimangono non vulnerabili, alla faccia del poveraccio che ha comprato l’agrumeto oramai abbandonato, ed oggi lo coltiva saltuariamente. Come fa un terreno a cambiare struttura e caratteristiche nel raggio di qualche metro, in funzione del confine di particella o proprietà ??? Il terreno è vulnerabile in funzione delle proprie caratteristiche, o in funzione della coltivazione esistente al passaggio dell’aereo???. Mi vengono in mente i confine delle “Zone svantaggiate”: a Santa Croce Camerina vi sono confinanti proprietari di terreni con serre che a distanza di 50 cm, a destra risultano svantaggiate, a sinistra avvantaggiate, a parità di ambiente, terreno, clima, acqua, ecc. Viene il dubbio che i confini sono stati tracciati da qualche bravo funzionario con alle spalle qualche bravo consulente, a sua volta consulente di un bravo politico. Quando tracciano i percorsi delle strade e una volta delle autostrade, tutto funziona finchè rimangono sulla carta, quando poi vanno a contattare i vari proprietari dei terreni e/o delle case da espropriare-abbattere, nascono i problemi e si cambia percorso. Come mai con la carta nitrati, un proprietario deve consultare un sito o fare la fila nei CAA per sapere se rientra nei terreni vulnerabili da nitrati. Mi piacerebbe farmi un giro con l’aereo ed avere il potere di decidere chi è soggetto a vincoli e chi no. Comunque, ora ho da fare, ci sono cose più importanti appunto da fare: redigere un piano di concimazione di un’azienda che sfortunatamente ha comprato un terreno che al passaggio dell’aereo era coltivato ad agrumento, e poi compilare un registro scrivendo “quello che vuole la normativa” mantenendomi qualche kg/ettaro sotto, supportato da una bella calcolatrice non soggetta a vincoli. Secondo me dovrebbero compilare i registri i commercialisti, sono in assoluto i più bravi a mantenere i redditi al di sotto di certi scaglioni, a prescindere dall’effettivo reddito percepito. L’agricoltura purtroppo non si fa in laboratorio, o nelle scrivanie, o nelle scrivanie dei funzionari degli IPA, dell’Ass.to o peggio dell’AGEA a Roma!

  5. Purtroppo è vero, Noi tecnici abbiamo sempre tante carte da fare, che diciamo “Ci pensiamo dopo”.Abbiamo la sindrome di Cenerentola.Così però diamo spazio a persone sempre più incompetenti di finire di rovinare quel che resta della Nostra Terra, e non parlo della sola Sicilia ( anche se qui tutto è amplificato)Perché ciò che finisce sul suolo e poi nelle acque lo beviamo, lo assorbiamo, Noi e Nostri Figli!Credo che sia arrivato il momento di fermarci, di prendere tutte le inutili carte che un’amministrazione vecchia e lenta continua a propinarci, e fare un bel falò!Credo sia giunto il momento di dire Basta! Se non ora quando? Cosa dobbiamo ancora attenderci da questa amministrazione che vede ciò che è innovazione come una minaccia alle poltrone, agli stipendi e ai privilegi unici in tutta Italia?I Nostri colleghi, quanto devono aspettare prima di capire che l’agronomo è una professione a “scadenza”?Stiamo scomparendo!Stentiamo a riconoscerci come Professionisti, figuratevi se ci riconoscono gli altri come tali!Se provassimo a mandare alle amministrazioni, tutti i giorni, ogni giorno, ognuno di noi, un fax di richiesta di chiarimenti?Se li sommergessimo di carte, come fanno Loro con Noi?Se provassimo una volta a dire NO tutti insieme!??

  6. Sommergerli di carte?Errore sovrumano!Cercano il “tesoretto” da custodire.Semmai li sommergerei di fax, come alla Telecom 8.800, anzi 100.000 da farli “accupare”.Dovrebbero protocollarli tutti!

  7. Concordo pienamente su quanto a scritto Medea!! Nessun tecnico agricolo DOVRA’ mai avere complessi di inferiorità nei confronti degli ARCHITETTI!Fabrizio La Carrubba

  8. caro Vigo,Sappiamo già quello che potrebbe ribattere chi ha ideato la carta dei Nitrati: il limite massimo ammesso non indica che DEVE essere raggiunto quel limite, ma indica in realtà l’ apporto massimo ammissibile..Sappiamo tutti, ad ogni modo, che tale quantitativo è in ogni caso eccessivo per un terreno dotato di media fertilità (quali, in genere i terreni tendenzialmente argillosi).NON DEVE ESSERE, peraltro applicato nei terreni sciolti in unica dose, in quanto questi sono i terreni più soggetti alla lisciviazione dei nitrati negli orizzonti profondi del suolo..In buona sostanza, si è adottato tale limite massimo senza realmente considerare le caratteristiche pedologiche dei vari terreni agricoli compresi all’ interno della zonizzazione della carta dei nitrati.Non ultimo, si sarebbe dovuta redarre la carta anche in funzione delle reali asportazioni di azoto da parte delle colture..

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