leggi inapplicate

Ricevo e pubblico.
La questione è assai seria e necessita attenzione!
Esimio dott. Vigo,
Le scrivo a distanza di alcuni mesi per chiedere la sua attenzione e quella del blog sui fatti inerenti la pessima vicenda che mi ha riguardato (legge 14 e banco di sicilia).
Ebbene dopo 7 mesi di battaglie legali, due ricorsi ex art. 700 rigettati dal giudice del tribunale di Messina e una denuncia alla procura per i fatti che le avevo brevemente illustrati e tutti documentati e con tanto di testimoni anch’essa rigettata per mancanza di fatti di rilevanza penale, finalmente ieri è intervenuta sulla questione la Corte Costituzionale, con l’ordinanza n 345 in un giudizio pendente presso il tribunale di Milano (corte d’appello) per una mancata proroga di effetti agrari invocata da due agricoltori siciliani con la legge 23 dicembre 2000 n. 28 (proroga delle cambiali agrarie…).
La suprema corte, fortunatamente per noi poveri comuni agricoltori mortali,vessati da chiunque detenga un briciolo di potere in questa nostra amara terra, ha stabilito che la norma emanata dalla regione nel 2000 è perfettamente costituzionale e che non interferisce con il diritto privato! Tuttavia maggiori ragguagli li portrà conoscere leggendo la sentenza che è piuttosto corposa Così, nonostante questa guerra che devo quotidianamente combattere, che mi ha tolto anche la voglia di aprir bocca, le riscrivo poichè credo che il blog debba sapere di queste vicende giudiziarie che in Sicilia hanno coinvolto tante persone vessate come me dai poteri forti.
Quindi le chiedo di aprire una discussione sul blog inerente lo specifico argomento informando gli altri di quanto nel frattempo la suprema corte ci ha concesso!
Per quanto attiene la mia personale vicenda i miei legali sono al lavoro per dare inizio a una procedimento in sede civile per via ordinaria (visto che l’urgenza ci è stata negata) alla luce di questa nuova sentenza.
Infine, la volevo pregare di coordinare dal blog anche delle iniziative concrete per combattere questo sistema opprimente, magari fondando un’associazione, un consorzio, qualcosa che ci permetta dibattere i pugni sul tavolo.
Non fermiamoci dietro lo schermo di un pc, insieme tutti possiamo incidere anche se in minima parte nel cambiamento di qualcosa.
Mi faccia sapere se ha proposte in tal senso.
La saluto e la ringrazio anche solo per la possibilità che ha dato a gente come me di potersi sfogare con qualcuno.
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Un pensiero su “leggi inapplicate

  1. Chi è il signore che ti ha scritto? Desidero conoscere nome, cognome e indirizzo. Non si può alle soglie del 2010 continuare a mantenere l’anonimato. Bisogna gettare alle ortiche la maschera e far capire che si lotta in prima persona con il volto scoperto.

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