Ricevo da Paolo Giglio e pubblico.
Università Agraria “Vigo pensiero” terza ed ultima lezione.
Terza Lezione
La pendenza dei dreni è necessaria all’allontanamento dell’acqua verso il cavo ricevente.Le pendenze con cui vengono messe in opera le tubazioni devono inoltre essere tali da garantire,all’acqua veicolata,una velocità che non scenda al di sotto di 0,2 m/sec ;ciò garantirà il trasporto e l’eliminazione di eventuali depositi nei dreni (effetto autopulente).Spesso la pendenza è obbligata dal limitato dislivello esistente tra il piano di posa minimo nella posizione iniziale del dreno e quella terminale condizionata dalla quota del fossato ricevente .E’ comunque opportuno per dreni di diametro 50 – 65 mm. non scendere al di sotto dello 0,15 – 0,30 % (1,5 – 3 m. ogni 1000 metri di lunghezza di tubazione.Una perfetta scelta dell’interasse tra i dreni è la condizione di massima importanza per il buon funzionamento dell’impianto di scolo delle acque.Una eccessiva distanza tra i dreni risulta infatti negativa sia per l’ottenimento di un omogeneo franco di bonifica in ogni posizione dell’appezzamento,che per un veloce ed efficiente smaltimento delle acque in eccesso (portata specifica).Per contro una densità dei dreni superiore a quella strettamente necessaria risulterà negativa dal punto di vista economico :infatti il costo dell’impianto drenante è strettamente proporzionale ai metri di dreno posato.Nel flusso idrico verso i dreni si possono convenzionalmente distinguere le componenti verticali,orizzontali e radiali.Poiché la resistenza al flusso verticale è generalmente minore dalle altre,la spaziatura fra i dreni è determinata principalmente dalle resistenze ai flussi radiali ed orizzontali.Queste,a loro volta dipendono dalle caratteristiche del terreno,dei dreni e dalla posizione dello strato impermeabile rispetto al piano di posa.Conoscendo la tessitura del terreno,le condizioni di falda (falda fluttuante o falda alta e relativamente stabile),la conducibilità idrica,apporti idrici suppletivi,etc.,evitando l’applicazione di alcune formule (Hooghoudt,Ernst,etc.) e con le esperienze di campo si possono individuare le seguenti distanze tra i dreni : medio argilloso – limoso m. 15 ; sabbioso – limoso m. 20.Nei nostri aerali le condotte drenanti vengono poste tramite l’apertura di una trincea (macchina catenaria),con larghezza della fossa tra 15 e 30 cm. per una profondità variabile (funzione della pendenza di progetto).Il materiale sfuso impiegato – utilizzando il dreno nudo – può essere di tipo diverso : ghiaia ,ghiaino,sabbia grossa,trucioli di legno,paglia,polistirolo in granuli o in fiocchi,etc.Esso viene collocato nella trincea intorno al dreno o solo nella parte sovrastante ed ai lati dello stesso in modo da creare una zona con elevata capacità di emungimento.Nelle nostre zone si utilizza il pietrisco lavico detto “risagghia “ e talvolta del “ tessuto non tessuto “.La paglia viene anch’essa utilizzata,in quanto la presenza di “ lignina “ permette una elevata resistenza alla degradazione (ritardo della mineralizzazione del terreno della sostanza organica).L’efficienza di una rete di drenaggio dipende anche dalle soluzioni adottate per gli sbocchi dei dreni,i raccordi,le ispezioni ed i cambi bruschi di dislivello.Per prevenire possibili occlusioni agli sbocchi a causa dell’entrata di animali ed eventuale nidificazione (es. arvicole,serpi,lucertole,etc.),sono necessari dei pezzi speciali a grata oscillante,oppure rete con maglia adeguata.In taluni casi i terminali sono muniti di una valvola che evita il riflusso dell’acqua in caso di sommersione dello sbocco. Il lavoro lo considero concluso.Gli argomenti grosso modo sono stati trattati in forma ridotta o sommaria.Lo scopo era quello di fare intendere alla Pubblica Amministrazione Regionale dell’Agricoltura l’utilità d’impiego dei materiali per realizzare un ottimo impianto drenante e la carenza degli stessi nel “ novello “ Prezziario Regionale.Mancano ad esempio le seguenti voci e prezzi : tubi drenanti nudi, riduzioni,tappi,manicotti di giunzione,terminale con grata,curve,selle di diramazione,valvole anti riflusso,etc.
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4 pensieri su “

  1. Ritengo che l’A.A.FF. debba intervenire immediatammente con una Circolare (come ha già fatto in passato per il fotovoltaico, vedi CIRCOLARE 28 settembre 2001, n. 305/D.R.) che reinserisca le voci equivalenti alle Z.2.1.1, Z.2.1.2 (interventi per il ripristino degli agrumi danneggiati da calamità non prevista) e seguenti del prezzario 2001, voci inopinatamente sparite dal prezzario 2009.Come diceva Giobbe Covatta “BASTA POCO, CHE CE VO'”.Cordialità.Nota a margine: un plauso ammirato al Dott. Paolo Giglio.

  2. Grazie ancora Dott. Giglio e spero che possa darci ancora utili consigli in merito ad altri argomenti. F.to Anonimo “frettoloso”

  3. purtroppo i nostri politici non hanno bisogno di alcun dreno!!! picchi unni ci chiovi ci sciddica.doppio plauso al collega paolo giglio. un gran maestro

  4. Ringrazio tutti e segnatamente : il grande ed attento Brancalatore, l’anonimo ” frettoloso ” (perchè non ti togli ” la burqa “) ed ‘u beddu cappinatu.Grazie nuovamente e fra non guari scriverò su come si progetta un impianto irriguo,su colture arboree.

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