lezioni di irrigazione

2° lezione
pedologia dei terreni
Operazione basilare, e preliminare, per realizzare ogni impianto di irrigazione è quella di verificare in quale tipo di terreno operiamo.
Questi i due parametri da valutare:
1) tessitura
2) scheletro.
La tessitura è la distribuzione per classi dimensionali delle particelle elementari ed è uno dei dati più importanti in quanto non varia in modo apprezzabile nel tempo. La tessitura è responsabile di molte proprietà fisiche, idrologiche e chimiche dei suoli (per esempio la struttura, la permeabilità, la capacità di ritenzione idrica, la capacità di scambio cationico). Le particelle minerali costituenti il suolo coprono un ampio intervallo, dalle pietre alle argille. Tre sono le principali frazioni granulometriche della terra fine: sabbia, limo, argilla.
Per scheletro si intende la frazione di terreno costituita da elementi di diametro superiore a 2 mm. Lo scheletro è un costituente inerte che non partecipa ai fenomeni di assorbimento. Tuttavia la sua presenza riduce la capacità di ritenzione idrica del suolo, ed anche i livelli di fertilità. Infatti, a parità di volume di suolo, è presente meno terra fine. All’aumentare dello scheletro, la capacità produttiva del terreno diminuisce.
Un elemento della tessitura assai importante è la capacità all’acqua, ovvero la capacità del terreno di assorbire acqua, espressa in mm/h (millimetri per ora). Questa dimensione ci dà la l’esatta percezione di quanta acqua possiamo integrare nei terreni durante le irrigazioni, e quindi dimensionare l’erogazione.
Faccio un esempio: se un terreno ha una capacità all’acqua di 20 mm/h non possiamo superare questa soglia durante l’irrigazione, altrimenti rischiamo che una parte di acqua ristagni nel terreno e venga persa per evaporazione.
La quantità di acqua da erogare, quindi, deve essere necessariamente inferiore alla capacità del terreno di imbibirsi in quel dato periodo di tempo; così facendo abbiamo la certezza che tutta l’acqua erogata andrà nei terreni, e si espanderà nell’immediato sottosuolo, allargandosi.
Fatte le opportune verifiche appena descritte dobbiamo considerare quali sono le colture praticate, arboree o erbacee, e verificare il fabbisogno idrico delle stesse, sia per quanto riguarda i volumi, che i turni.
In caso di colture arboree, con apparato radicale molto ampio, i turni si allungano ed i volumi si ampliano, in caso di colture erbacee, con apparato radicale assai limitato, i turni sono più ravvicinati ed i volumi sono più limitati.
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5 pensieri su “lezioni di irrigazione

  1. Ma quando l’acqua per irrigare diventa sempre più salata quale utilità possono dare i dissalatori ed in particolari i dissalatori agricoli?Ho notizia che un particolare tipo di questi machinari permette di produrre acqua irrigua da acque salmastre di ogni tipo a costi accettabili.

  2. In Sicilia la produzione media di acqua prodotta da fonti non convenzionali (dissalatori) è di mc.29.559.255 contro i 717 milioni da fonti convenzionali (laghi o serbatoi, derivazioni da corsi d’acqua, pozzi, sorgenti).La produzione di acqua da fonti non convenzionali (dissalatori) comporta un consistente onere economico legato ai costi elevati dell’acqua dissalata (circa 2,15 euro al metro cubo).L’acqua non viene utilizzata in agricoltura.Attualmente in Sicilia,l’acqua marina viene trattata con i dissalatori ad osmosi inversa,evaporazione o multifrash e viene utilizzata per usi civili o industriali (circa 8 impianti).Tempo addietro una ditta catanese tentò – con i contributi della Regione – di utilizzare un dissalatore agricolo.Rimase solamente in azienda il carrello e …la botte.

  3. La dissalazione di cui parlo io, ha costi di circa 0,2 €/mc.

    Ovviamente il trattamento non comprende la potabilizzazione ed utilizza impianti appositamente studiati per l’agricoltura.

    Per certo so dell’esistenza di decine e decine di dissalatori agricoli che lavorano ormai da oltre 10 anni senza problemi e non pare che abbiano costi insostenibili.

    Secondo mè è molto, ma molto importante che si inizi a parlare di “dissalazione agricola” perchè sempre più sono le aree interessate da salinizzazione delle falde e dei suoli ed in alcune aree ormai si parla di “desertificazione incipiente”.

    Mi occupo da moltissimi anni della materia e sono a disposizione per ogni approfondimento.

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