Il blog si sposta su WordPress

Dopo undici anni di permanenza sulla piattaforma Blogger di Google, il blog Vigopensiero si sposta sulla piattaforma di WordPress.
Nei prossimi giorni la migrazione completa, anche dei post, che comunque rimarranno a disposizione sul questo vecchio blog.
L’indirizzo internet del blog è https://vigo.it/
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Grani antichi: sulla moltiplicazione dei numeri

Da alcuni anni, e sempre più frequentemente, troviamo in tutti i panifici, e più volte al giorno, pane di “Timilìa”, “Tumminìa”, “Russello”, ecc.
L’offerta sugli scaffali è ogni giorno, e più volte al giorno, ovvero nelle varie “infornate” quotidiane.
Oltre a ciò in ogni pizzeria troviamo le pizze con questi grani, e poi in ogni supermercato troviamo le paste … e questo, ormai, va diffondendosi in tutto il nostro paese.
E mi pongo il problema dei “numeri”: ma quanti ettari vengono coltivati di questi grani antichi, tali da giustificare una produzione così elevata di prodotti trasformati?
Sollevai anni fa la questione, e pensai l’unico modo per attenuare “la moltiplicazione dei numeri” sarebbe stato quello di certificare i prodotti, indicandone la provenienza delle farine, perchè così com’è oggi mi sembra che ci siano più prodotti offerti al consumatore, che le quantità prodotte.
Ho sentito alcuni panificatori, che mi hanno risposto: “ma con il 5-10% di farine di quei grani faccio tantissimo pane; l’importante che c’è”.
E di conseguenza mi domando: ma i prodotti offerti del tipo “pane di timilìa” debbono avere l’indicazione “con aggiunta di farina di frumento di timilìa” o basta che ci sia una percentuale minima può essere venduto (o spacciato) come “pane di timilìa”?

Regolamento Omnibus, 2° puntata

Sul sito internet del Consiglio dell’Unione Europea è stato pubblicato questo comunicato:
Confermato l’accordo sugli aspetti agricoli del regolamento omnibus

Il 16 ottobre 2017 gli Stati membri rappresentati nel Comitato speciale Agricoltura hanno approvato l’accordo sul cosiddetto regolamento omnibus.
Il regolamento omnibus modifica il regolamento finanziario che disciplina l’esecuzione del bilancio dell’UE nonché 15 atti legislativi settoriali, anche nel settore dell’agricoltura.
Il 12 ottobre la presidenza ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo sul regolamento omnibus.

Le norme convenute semplificheranno la politica agricola comune (PAC) attraverso una serie di miglioramenti tecnici ai quattro regolamenti PAC: pagamenti diretti, sviluppo rurale, organizzazione comune dei mercati e regolamento orizzontale.


Pagamenti diretti
Agricoltori in attività: la distinzione tra agricoltori in attività e agricoltori non in attività diventa facoltativa, consentendo così agli Stati membri in cui comportava un onere amministrativo eccessivo di eliminarla pascolo permanente: le norme attuali sono modificate in modo da offrire agli Stati membri una maggiore flessibilità nell’applicazione dell’obbligo corrispondente riduzione dei pagamenti: l’accordo conferma la facoltà per gli Stati membri di rivedere le loro decisioni relative alla riduzione dei pagamenti diretti su base annua ecosostenibilità: le superfici coltivate con varietà vegetali quali il miscanthus e il silphium perfoliatum, nonché le superfici di terreni a riposo melliferi saranno anch’esse considerate aree d’interesse ecologico giovani agricoltori: i pagamenti a favore dei giovani agricoltori saranno concessi per un periodo di cinque anni dalla data di presentazione della domanda, sempreché la domanda sia stata fatta entro cinque anni dall’insediamento dell’azienda agricola. Inoltre gli Stati membri potranno aumentare i pagamenti a favore dei giovani agricoltori nell’ambito del primo pilastro fino al 50 %, entro i massimali esistenti sostegno accoppiato facoltativo: gli Stati membri potranno rivedere ogni anno la loro decisione

Organizzazione comune dei mercati
Ripartizione del valore: la possibilità di negoziare collettivamente le condizioni di ripartizione del valore nei contratti sarà estesa a settori diversi da quello dello zucchero e avrà carattere facoltativo organizzazioni di produttori (OP): le istituzioni hanno deciso di mantenere lo status quo per quanto riguarda il riconoscimento facoltativo delle OP, il requisito per cui la loro attività economica deve essere reale e la deroga prevista per il settore del latte. La proposta di aggiungere una nuova categoria di organizzazioni (“organizzazioni di contrattazione”) non è stata accolta OP e regole di concorrenza: alcune prerogative delle OP quali la pianificazione della produzione, l’ottimizzazione dei costi di produzione, l’immissione sul mercato e la negoziazione, per conto dei propri aderenti, di contratti per la fornitura di prodotti agricoli, che già esistono in settori come quelli dell’olio d’oliva, delle carni bovine e dei seminativi, saranno estese a tutti i settori al fine di migliorare la posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento. Alla luce di tale estensione, si è inoltre deciso di aggiungere all’articolo sulle organizzazioni di produttori alcune salvaguardie per garantire che la concorrenza non sia esclusa programmi operativi per ortofrutticoli, vino e contingenti di importazione: le norme convenute prevedono una semplificazione e miglioramenti tecnici in questi settori gestione delle crisi: la proposta di un regime volontario di riduzione della produzione in tempo di crisi non è stata accolta, rimandando così il dibattito in materia alla prossima revisione della PAC dopo il 2020

Sviluppo rurale
Strumento di stabilizzazione del reddito: mentre il sostegno legato allo strumento generale di stabilizzazione del reddito continuerà a essere innescato in caso di calo del reddito dell’agricoltore superiore al 30% del suo reddito medio annuo, la soglia applicabile al nuovo strumento specifico per settore sarà fissata al 20%. Analogamente, il sostegno per le polizze assicurative che coprono, tra l’altro, le perdite causate da avversità atmosferiche, sarà messo a disposizione se è distrutto più del 20 % della produzione media annua dell’agricoltore strumenti finanziari: vari cambiamenti sono apportati alle regole che devono essere rispettate dagli strumenti finanziari al fine di promuovere il loro uso e armonizzarli con altri fondi strutturali e d’investimento dell’UE  Regolamento orizzontale

Riserva di crisi: non sono state apportate modifiche alle attuali regole, ma la Commissione si è impegnata in una dichiarazione a rivedere il funzionamento della riserva in sede di elaborazione del prossimo quadro finanziario pluriennale al fine di permettere un intervento rapido ed efficace nei periodi di crisi del mercato regola del 50/50: la proposta di eliminare la cosiddetta “regola del 50/50” non è stata accolta. Gli Stati membri e il bilancio dell’UE continueranno a condividere equamente le conseguenze finanziarie delle somme andate perdute a causa di irregolarità e che non sono state recuperate entro un termine ragionevole disciplina finanziaria: la procedura attuale, che garantisce che le spese a titolo delle disposizioni della PAC non superino i limiti specificati nel bilancio dell’UE, è stata semplificata e sarà gestita unicamente dalla Commissione

Il backup dei dati

Il 31 marzo scorso era la giornata mondiale del backup.
E quante volte ci siamo dimenticati di farlo, e poi a causa di un virus informatico, di un disco rigido rotto abbiamo perso tutto?
Ed il backup non va fatto solo su dischi rigidi esterni, anch’essi oggetto di possibili malfunzionamenti o rotture, va fatto anche in uno dei tanti spazi virtuali delle varie società di servizi informatici.
E lo spazio che ci occorre è sempre maggiore, non solo per le email, non solo per i nostri documenti di lavoro, ma anche per la parte “fotografica”, ormai esclusivamente digitale, ma in costante aumento sia di quantità, che di dimensioni per singolo scatto.

Ieri in Gazzetta Ufficiale

Sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, la n. 81, sono stati pubblicati alcuni provvedimenti, che riporto qui di seguito, e che potete leggere cliccando sui vari link:
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 11 dicembre 2017 
DECRETO 29 gennaio 2018 
DECRETO 16 febbraio 2018  

Regolamento Omnibus

Riporto in “copia/incolla” cosa accadrà nella programmazione economica dell’Unione Europea destinata all’agricoltura, con l’arrivo del Regolamento Omnibus. (fonte Consiglio dell’Unione europea)
L’11 dicembre 2017 il Consiglio “Agricoltura e pesca” ha adottato la parte agricola del regolamento omnibus in seguito all’accordo informale raggiunto con il Parlamento europeo il 12 ottobre.

Il 1º gennaio 2018 questi miglioramenti tecnici alla politica agricola comune (PAC) sono entrati in vigore.

La parte agricola del regolamento omnibus modifica i quattro regolamenti PAC:

pagamenti diretti
sviluppo rurale
organizzazione comune dei mercati e
regolamento orizzontale


Nel dettaglio
Ecco alcuni dei principali cambiamenti:

pagamenti diretti: le norme sul pascolo permanente sono state modificate in modo da offrire agli Stati membri una maggiore flessibilità. Anche alcuni elementi dell’ecosostenibilità saranno semplificati. Inoltre, la distinzione tra agricoltori in attività e agricoltori non in attività diventerà facoltativa, consentendo così agli Stati membri in cui comportava un onere amministrativo eccessivo di eliminarla

sviluppo rurale: le misure di gestione dei rischi diventeranno più interessanti in seguito alla riduzione di alcune soglie e all’aumento dei tassi di sostegno. Sarà inoltre semplificato l’uso degli strumenti finanziari

organizzazione comune dei mercati: alcune prerogative delle organizzazioni di produttori, quali la pianificazione della produzione, l’ottimizzazione dei costi di produzione, l’immissione sul mercato e la negoziazione, per conto dei propri aderenti, di contratti per la fornitura di prodotti agricoli, saranno estese a tutti i settori al fine di migliorare la posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento. Queste prerogative esistono già in settori come quelli dell’olio d’oliva, delle carni bovine e dei seminativi. L’opzione di negoziare collettivamente le condizioni di ripartizione del valore nei contratti sarà estesa a settori diversi da quello dello zucchero e sarà facoltativa.

Il regolamento che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, il cosiddetto regolamento omnibus, è stato pubblicato nel settembre 2016 quale parte del pacchetto di revisione del quadro finanziario pluriennale (QFP). Contiene modifiche applicabili a tutti e quattro i regolamenti PAC di base e punta a semplificare ulteriormente la politica agricola comune, a vantaggio sia degli agricoltori sia delle autorità nazionali.

La proposta omnibus costituiva la seconda fase dell’esercizio di semplificazione della PAC e ha fatto seguito a varie misure di semplificazione adottate modificando gli orientamenti e gli atti delegati e di esecuzione della Commissione.

In conformità della procedura legislativa ordinaria, la proposta omnibus ha dovuto essere approvata sia dal Parlamento europeo che dal Consiglio.

In sede di Consiglio, la parte agricola della proposta omnibus è stata discussa in varie occasioni dal Comitato speciale Agricoltura (CSA) e dal Consiglio “Agricoltura e pesca”.

Il 10 aprile 2017 il CSA ha convenuto la sua posizione, che è stata in seguito trasmessa agli ambasciatori presso l’UE in sede di Coreper.

Il 28 giugno 2017 il Coreper ha approvato il mandato negoziale del Consiglio per l’insieme della proposta Omnibus e ha dato il via libera alla presidenza per l’avvio dei negoziati con il Parlamento europeo.

Le auto elettriche (la Norvegia fa scuola)

Qualche giorno fa ho scritto sull’enorme ritardo infrastrutturale che c’è in Italia, ed ancor peggio in Sicilia, riguardo le immatricolazioni di auto elettriche, anche a causa della mancanza di colonnine di rifornimento sparse sul territorio.
E nel frattempo in Norvegia un terzo delle nuove automobili sono elettriche: sì, una su tre!
Da noi, invece, il 57% delle automobili immatricolate sono diesel, il 32% a benzina, il 6% con alimentazione GPL ed il 3% a metano, e solo l’1,5% ibride.
Siamo ancora troppo indietro!
E la Norvegia quali incentivi ha messo in campo per convincere gli automobilisti a passare alle automobili elettriche?
Eccone alcuni:
– ricarica gratuita dalle colonnine
– parcheggio gratis
– uso delle corsie preferenziali 
– autostrade gratuite
– nessun costo accesso ai centri storici
– nessun costo dell’IVA per l’acquisto dell’auto (il 25%)
– nessuna sovrattassa, che invece hanno le altre auto
– traghetti gratuiti

Brexit

Due anni fa il referendum che sancì l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, Gran Bretagna che non volle adottare l’euro e che era sempre restia alla unificazione, sentendosi una entità sovrana su tutto, scaturente dalla sua condizione di “isola”.
L’uscita vera e propria della Gran Bretagna avverrà a giugno 2019, e nel frattempo i rapporti commerciali rimarranno senza variazioni in tutto e per tutto.
E nel frattempo … c’è chi pensa di ritornare nell’Unione Europea …

Sui succhi di arancia … stranieri

Qualche settimana fa è stata riportata la notizia dell’obbligo di aumento della percentuale di succo di arancia dal 12% al 20% nelle bevande denominate “aranciate”.
Alcuni hanno esultato per il risultato raggiunto, altri hanno chiesto “attenzione”.
E concordo con chi ha chiesto “attenzione”, poichè non essendo stato previsto l’obbligo di indicazione di provenienza delle arance utilizzate per la preparazione delle bevande potrebbe avvenire che quell’8% in più di succo provenga, al solito, da succo concentrato di origine sudamericana, generalmente importato dagli olandesi, attraverso il loro potentissimo porto di Rotterdam.
E’ indispensabile, quindi, che venga imposta l’origine delle arance dalle quale viene estratto il succo, altrimenti altro non si è fatto che incrementare l’utilizzo di produzioni extracomunitarie, così come si vede bene in queste immagini, che nei giorni scorsi sono state riprese un pò in tutti i social network, dove una scritta in caratteri grandi “prodotto con amore in Italia” inganna il consumatore, anche se lo stesso produttore indicava (in caratteri piccoli) succo di arance del sud america.

OpenCoesione

Il sito internet OpenCoesione è stato da poco rinnovato, e lo trovate cliccando qui: https://opencoesione.gov.it/it/.
Il sito, così come viene riportato, “è l’iniziativa di open government sulle politiche di coesione in Italia. Sul portale sono navigabili dati su risorse programmate e spese, localizzazioni, ambiti tematici, soggetti programmatori e attuatori, tempi di realizzazione e pagamenti dei singoli progetti. Tutti possono così valutare come le risorse vengono utilizzate rispetto ai bisogni dei territori.
Trovate tutti i progetti finanziati in tutti i territori italiani, ed anche lo stato di avanzamento, suddivisi per regione, provincia e comune.